Professione forense · Portale pubblico
Una rete professionale pubblica per avvocati e praticanti.
Non è il gestionale di uno studio. È il portale dove un professionista si fa trovare, riceve richieste di lavoro dai colleghi e da chi cerca un legale, e trova alcuni servizi che gli servono per lavorare.
Contesto
Un portale fatto di tre parti che non si somigliano
Davanti c'è la parte pubblica: gli elenchi degli iscritti raggruppati per tribunale e per materia, e la pagina di ciascun professionista. Deve essere veloce, leggibile e soprattutto trovata da chi cerca un avvocato, perché è lì che nasce il contatto.
Dietro c'è l'area riservata, che si apre solo ad avvocati e praticanti: il proprio profilo, le richieste ricevute, i servizi da attivare. Requisiti opposti a quelli della vetrina — qui conta la protezione, non la visibilità.
Sotto c'è l'area di amministrazione, che tiene in piedi tutto il resto: iscrizioni, abbonamenti e servizi venduti, moderazione, comunicazioni. Il portale si amministra da dentro il portale.
- Parte pubblica
- Elenchi e profili indicizzabili, indirizzi leggibili, dati strutturati, mappa del sito rigenerata ogni notte.
- Area riservata
- Riservata ad avvocati e praticanti: profilo, richieste ricevute, servizi a consumo.
- Area di amministrazione
- Iscrizioni, pagamenti, moderazione e comunicazioni del portale.
- In esercizio dal 2012
- È il sistema che seguiamo da più tempo: manutenzione e sviluppo sono ancora attivi.
Problema
Cosa non funzionava
- Chi comincia non ha un canale per farsi trovare. Chi cerca un legale parte da un motore di ricerca e cerca per luogo e per materia: comparire in quella ricerca è un lavoro a sé, che un professionista appena avviato difficilmente può farsi da solo.
- Il lavoro fra colleghi passa dalla conoscenza diretta. Una sostituzione d'udienza, una domiciliazione, un praticante che cerca un dominus: sono opportunità che circolano fra chi si conosce già, e restano fuori portata per chi la rete non ce l'ha ancora.
- Una richiesta che non arriva a nessuno è una richiesta persa. Su un portale aperto, smistare a mano le domande verso i professionisti competenti non è sostenibile.
- Un portale aperto attira abusi. Registrazioni automatiche, richieste false e messaggi indesiderati degradano il servizio per chi lo usa davvero.
Soluzione
Cosa abbiamo costruito
Ogni iscritto ha una pagina pubblica — il biglietto da visita elettronico — che lo descrive per tribunale e per materia e che lo fa entrare negli elenchi corrispondenti. Gli indirizzi delle pagine sono leggibili e stabili, i profili espongono dati strutturati per i motori di ricerca, la mappa del sito viene rigenerata ogni notte e le novità vengono segnalate automaticamente. Chi vuole comparire più in alto in un elenco può metterci il proprio profilo in evidenza.
Le richieste sono la forma in cui il lavoro arriva. Possono essere indirizzate a un singolo professionista dalla sua pagina, oppure descritte da chi cerca — un collega, un praticante, una persona che ha bisogno di un legale — e allora il portale le incrocia con tribunale e materia degli iscritti e le notifica a chi è pertinente, con un controllo che gira di continuo perché nessuna resti ferma. Le notifiche seguono le preferenze di ciascuno: posta elettronica, area riservata o avvisi del browser.
Accanto alle richieste ci sono i servizi che uno studio usa comunque: raccomandate, visure e indagini patrimoniali si chiedono e si pagano dall'area riservata, il portale inoltra la richiesta al servizio esterno, attende il ritorno del documento e lo consegna. Le spedizioni vengono riallineate più volte al giorno, così lo stato mostrato è quello reale e non quello del momento dell'invio. Della fattura del servizio venduto si occupa il portale stesso: è amministrazione, non una funzione offerta agli iscritti. Sullo stesso principio funzionano gli annunci di condivisione e affitto degli studi, e gli abbonamenti che sbloccano le richieste oltre la soglia gratuita.
Contro gli abusi agiscono più difese insieme: verifica anti-abuso sui moduli, conferma tramite collegamento firmato con scadenza, cancellazione automatica di ciò che non viene confermato e strumenti di moderazione. A questo si aggiunge la cancellazione programmata dei dati non più necessari.
Collaborazione
Come abbiamo capito il processo
Il portale nasce dall'incontro fra chi la professione la esercita e chi il software lo progetta: i requisiti sono arrivati da dentro uno studio, non da un'analisi di mercato. Termini come sostituzione d'udienza, domiciliazione, dominus, foro e materia non sono etichette aggiunte all'interfaccia: sono le categorie su cui è costruita la ricerca.
Il portale è in esercizio dal 2012 e da allora lo sviluppiamo noi. Le funzioni si sono aggiunte una alla volta — i servizi a consumo, le notifiche, le difese contro gli abusi — sopra un impianto che nel frattempo non ha mai smesso di servire gli iscritti. Buona parte del lavoro di questi anni non si vede: è quella che tiene in piedi un portale pubblico mentre cresce.
La scelta di misurare le richieste lente e le interrogazioni pesanti nasce dallo stesso criterio: su un portale pubblico il degrado si vede prima nei tempi di risposta che nelle segnalazioni degli utenti.
Risultato
Cosa fa il portale tutti i giorni
- Ogni iscritto ha una pagina pubblica che lo descrive per tribunale e materia, e che chi cerca un legale può trovare.
- Le richieste raggiungono i professionisti pertinenti senza smistamento manuale.
- Le opportunità fra colleghi non dipendono più da chi si conosce: una sostituzione, una domiciliazione o un praticante che cerca un dominus passano dal portale.
- I servizi si completano da soli: chi li richiede riceve il documento nell'area riservata senza attendere un intervento umano.
- Gli abusi vengono filtrati prima di diventare lavoro di moderazione.
- I problemi di prestazioni si vedono presto, perché richieste e interrogazioni lente vengono registrate e riviste.
Tecnologia
Tecnologie impiegate
- PHP · Laravel · MySQL
- Pagamenti online
- Integrazione con servizi documentali esterni
- Notifiche push del browser
- Dati strutturati e mappa del sito
DacDam